Disruption e Transformation: 5 declinazioni di innovazione

Disruption e Transformation: abbiamo davvero capito dove stiamo andando?

La pervasività di internet, la digitalizzazione e i nuovi comportamenti sociali e di acquisto delle persone hanno portato a diverse ondate di cambiamento nel modo di fare business. Molte di queste ondate ora sono state “assorbite” da una nuova normalità. Non ci soprende più sapere che molti comprano anche l’acqua on line.

Ma se torniamo indietro alla prima decade degli anni 2000 le cose erano diverse. In quel periodo, anche le aziende italiane hanno iniziato a investire sulla Transformation per rispondere alla Disruption che stava interessando anche il loro settore.

Partita come Digital transformation, negli anni seguenti abbiamo assistito a diverse interpretazioni di questa trasformazione, segno di una sempre crescente comprensione dei fenomeni di Disruption.

Qui vi proponiamo 5 modi in cui la Transformation è stata declinata, sia per rispondere a specifiche spinte dei cambiamenti che si sono succeduti, sia per influenza dei diversi player attivi nello spingere soluzioni di natura diversa.

 

 

 

Digital Marketing

La prima interpretazione ha coinvolto il mondo del marketing, impegnato nella “rincorsa” dei consumatori, che si sono spostati dalla TV a Internet. Il digital marketing ha sviluppato soluzioni via via più efficaci e precise per raggiungere il cliente in rete, rilevare le sua scelte, offrire suggerimenti e seguirlo con l’obiettivo anticiparne i bisogni con proposte e offerte. Tuttavia, in diversi casi, la nuova relazione con il cliente si è portata dietro alcune caratteristiche di quella precedente, ossia quella di far sentire il cliente come “bersaglio” da colpire con ripetuti messaggi non sempre desiderati e utili.

 

Social Organization

La seconda interpretazione ha coinvolto il management. Ispirati da quanto succedeva sui social network, hanno seguito la promessa di poter accedere all’intelligenza collettiva già presente in azienda. Hanno così iniziato a vedere la forza lavoro come una serie di community aziendali, e cercato di dare vita alla social organization. L’idea prevalente è stata quella di creare community interne all’azienda in cui le persone avrebbero scambiato il sapere, idee e opportunità senza più “friction”. Tuttavia, anche questa interpretazione non sempre ha considerato due cose: il diverso livello di ingaggio delle persone verso l’ennesima iniziativa top down dell’azienda, e la necessità di legare lo scopo di ciascuna commmunity al lavoro reale delle persone per riuscire davvero a far crescere la community stessa.

 

Primato della Tecnologia

La terza interpretazione – tutt’ora in corso – riguarda la tecnologia per il business. Da sempre, e oggi più che mai, la disponibilità di nuove tecnologie ha trasformato il modo di creare valore delle aziende, sia che si tratti di aziende di prodotto, che di aziende di servizio.Le aziende attraverso la tecnologie possono guadagnare in efficienza e generare soluzioni nuove. Oggi, sono due le tecnologie su cui si concentra maggiormente l’attenzione degli imprenditori italiani: l’utilizzo dei dati e l’industria 4.0. Queste tecnologie hanno portato ad avviare processi di automazione rispettivamente del lavoro intellettuale e del lavoro in fabbrica. Anche qui, però, la potenzialità di queste soluzioni si è spesso ridotta notevolmente per diverse ragioni, tra cui la necessità di un rapido reskilling su temi piuttosto complessi, e a volte la necessità di rivedere tutele, contratti e costo del lavoro.

 

Innovazione

La quarta interpretazione ha riguardato i processi di innovazione. Arriva la Open Innovation, che porta le aziende ad aprirsi verso l’esterno e cercare idee, competenze e tecnologie già pronte per poter realizzare velocemente nuovi servizi o nuovi prodotti, spesso basati su tecnologie digitali e in grado di creare una nuova relazione con il cliente. Spesso questo approccio ha dato vita a progetti pilota o a linee di prodotto/servizio che si aggiungono a quelli esistenti. Sono emersi, però, due limiti. Il primo è rappresentato dal fatto che questi progetti spesso danno vita a strutture poco integrate con il resto dell’organizzazione, che quindi non vedrà crescere il proprio potenziale innovativo. Il secondo è che non sempre si considera il contesto verso cui l’azienda si apre. Scegliere il giusto contesto è determinante per poter accedere a idee, soluzioni e know how di pregio. Su questo non c’è una vera strategia, in quanto dovrebbe integrare approcci di Innovation con aprpocci tipici di HR. E questi sono due mondi che parlano lingue ancora molto differenti.

 

New Way of Working

La quinta interpretazione riguarda le modalità di lavoro per generare migliorare le performance, ed è una declinazione che si sta diffondendo in Italia dal 2015. Le aziende hanno iniziato a vedere nelle nuove modalità di lavoro la possibilità di generare valore a parità di risorse, e quindi resistere nell’arena competitiva di oggi. Velocità di risposta, esecuzione e soluzione dei problemi dei clienti sono leve imprescindibili per restare competitivi e mantenere la propria base clienti. Per riuscirci bisogna abbandonare modelli di lavoro centrati sulle Funzioni aziendali e sulle gerarchie, per creare nuovi modelli centrati su team multidisciplinari che interagiscono secondo nuove regole del gioco. Da qui la ricerca di metodologie come Design Thinking, Agile, Prototyping, etc. Anche in questo caso la loro applicazione avviene in specifiche strutture organizzative. Le prime ad essere coinvolte sono solitamente la Funzione IT o la Ricerca s Sviluppo.

La promessa di queste nuove modalità di lavoro, è quella di realizzare ciò che abbiamo chiamato dinamiche dominanti nella trasformazione organizzativa.

Queste dinamiche guidano l’evoluzione delle organizzazioni verso modelli centrati sul valore per il cliente.

Questi modelli si distinguono per il fatto di gestire e risolvere qualsiasi richiesta o problema dove si manifestano, senza dover ricorrere a iter autorizzativi o escalation gerarchica.

Sono modelli che sanno ingaggiare fortemente le persone perché consentono di ritrovare il collegamento tra il contributo dato e il valore generato per il cliente.

Sono modelli organizzativi e modalità di lavoro che possono potenziare in modo significativo progetti di innovazione delel altre 4 declinazioni, in quando l’innovazione ha sempre bisogno di un soggetto che la agisce.

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