AI e cambiamento: una sfida HR prima che tecnologica
Alcuni mesi fa, io, Roberto Pezza, ho preso parte all'hackathon "Collaborative AI" presso il Government Digital Service (GDS) inglese a Londra.
Primo aspetto significativo da sottolineare è il coraggio di un ente governativo — spesso percepito come lento, burocratico e vincolato da security e compliance — di esporsi coinvolgendo manager e professionisti a esprimere un approccio innovativo all’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle organizzazioni.
Eravamo circa 70 partecipanti, un panel eterogeneo per background ed esperienza professionale: professionisti HR, L&D manager, agile coach, consulenti di trasformazione, sviluppatori software. Questo riflette bene la direzione verso cui si stanno muovendo le organizzazioni più mature, ossia un approccio multidisciplinare all’adozione dell’AI.
Un processo di lavoro essenziale, con AI a supporto
La struttura dell’hackathon è stata semplice e orientata alla collaborazione. In gruppi di 6/7 persone siamo stati chiamati a gestire un Business Case potendo contare su "membro aggiunto al team": l’Intelligenza Artificiale Generativa.
L’IA non ha sostituito il nostro lavoro. Ma ha richiesto a ciascun team di trovare la modalità per integrare l’IA Generativa nel processo di lavoro.
Le dinamiche che hanno guidato l’adozione e trasformazione del team
In questa esperienza in team ho ritrovato dinamiche analoghe a quelle dei nostri progetti di People and Development realizzati per i nostri clienti quando abbiamo introdotto l’AI Generativa.
Sono dinamiche che si possono ritrovare nelle organizzazioni che stanno adottando l’Intelligenza Artificiale in modo consapevole e con un approccio sistemico, che vede nelle persone un fattore chiave per esprimere il potenziale di questa nuova tecnologia.
1. L'AI collaborativa non è più un tema tecnico: è un tema di people development e cambiamento organizzativo
L'adozione dell'AI non è un progetto IT, ma un è prima di tutto processo di trasformazione culturale e sistemica.
L'esperienza in UK mostra come la trasformazione sia già nelle mani di chi si occupa di persone, processi e collaborazione, impegnato a guidare una trasformazione che è culturale, professionale e tecnologica.
Per l'HR significa avere un framework nuovo in grado di guidare reskilling, trasformazione dei ruoli e responsabilità, e garantire una governance complessiva per cogliere il potenziale che l'IA abilita.
2. Le metodologie contano più degli strumenti
Il vero valore di questo nuovo modo di lavorare non risiede nell'Intelligenza Artificiale Generativa in sé, ma come viene integrata nel lavoro delle persone e dei team. L'IA è una tecnologia la cui applicazione si determina giorno per giorno dalle azioni e dai comportamenti delle persone. Pertanto, l'adozione efficace è favorita da un approccio di co-design e pensiero sistemico.
L'IA amplifica ciò che già esiste: se le dinamiche di collaborazione sono solide, accelera e crea sinergie in tutto il sistema organizzativo; se sono deboli, amplifica il disallineamento.
3. L'introduzione dell'AI richiede maturità organizzativa
Agile, OKR, continuous improvement, feedback continuo: nel contesto inglese erano dati per acquisiti, segno delle trasformazioni che le organizzazioni oltre manica hanno già affrontato. Lavorando nel mio team è stato fondamentale possedere questi framework e il loro linguaggio.
In molte realtà italiane, invece, queste metodologie sono adottate a livello di semplici "iniziative", e non sono ancora pratiche diffuse. È importante considerare la maturità del sistema per implementare IA, al fine di non generare resistenza, confusione e inefficacia.
Occorre lavorare sulla cultura e sui valori della trasparenza, sperimentazione e ownership diffusa.
4. L'AI non elimina ruoli: cambia il modo di lavorare
Quando vediamo le persone impegnate nel processo di integrazione dell'IA nel proprio lavoro, appare subito chiaro come questa operazione porti a trasformare il ruolo, non a eliminarlo.
Occorre togliere dalla discussione un malinteso che è sempre più diffuso. Ossia che l'Intelligenza Artificiale si traduce nell'automazione delle attività. Ciò che automatizza sono gli Agenti – non necessariamente intelligenti – che svolgono azioni in autonomia.
L'Intelligenza Artificiale ha il potenziale di aumentare capacità ed efficacia, a patto che la si sappia guidare, altrimenti porta contributi che non sono così intelligenti, ma che si basano su processi probabilistici (vedi "AI workslop: quando l'uso dell'IA fa calare la produttività").
Conclusioni: l'AI collaborativa come leva per ridisegnare il lavoro
Per gli HR e Manager significa ripensare come supportare le persone in questo percorso di adoption, all'interno della più ampia strategia di sviluppo dell'Intelligenza Artificiale nella propria organizzazione.
Chi guida la trasformazione deve spostare la conversazione da "cosa può fare l'AI" a "come lavoriamo insieme all'AI per ottenere più valore".
Per coglierne il valore di ogni progetto volto a supportare l'Adoption dell'IA è importante presidiare due piani paralleli:
- Reskilling tecnico e operativo: Competenze di prompting, interpretazione dei dati, uso efficace dei copiloti AI.
- Reskilling culturale e mentale: Saper lavorare in sistemi Human–AI, presidiare un perimetro di responsabilità nuovo, comprendere che la performance non è più solo individuale ma nasce dall'interazione persona–tecnologia.
La conferma di questo viene anche dalla nostra esperienza diretta (vedi "AI Aptitude"). Quando supportiamo le persone a scoprire il proprio approccio all'uso dell'IA e a coinvolgerle nel disegno di soluzioni IA coerenti con il proprio contesto, i risultati migliori emergono nel momento in cui si integrano questi due livelli.
Che tu sia una persona, un team o un'intera organizzazione, questo che determina se stai guidando la trasformazione, o la stai subendo.
Contattaci per conoscere di più dei progetti che abbiamo realizzato.